Profiel van stefass1966Pagine della mia Vita......Foto'sWeblogNetwerk Extra Help

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    09 december

    il frate

    Lo chianavano "il frate",il nome di tutta una vita
    segno di una fede perduta, di una vocazione finita.
    Lo vedevi arrivare vestito di stracci e stranezza
    mentre la malizia dei bimbi rideva della sua saggezza.
    Dopo un bicchiere di vino,
    con frasi un pò ironiche e amare
    parlava in tedesco e in latino,
    parlava di dio e schopenhauer.
    E parlava,parlava con me  che lo stavo a sentire
    mentre la sera d'estate non voleva morire.
    Viveva di tutto e di niente: di vino che muove i ricordi
    di carità della gente,di dèi e filosofi sordi.
    Chiacchere d'un ubriaco,con salti di tempo e di spazio storie di sbornie e di amori che non capivano Orazio.
    E quelle sere d'estate sapevan di vino e di scienza
    con me che lo stavo a sentire con colta benevolenza.
    Ma non ho ancora capito,mentre lo stavo a ascoltare chi fosse a prendere in giro,chi dei due fosse a imparare.
    Ma non ho ancora  capito, fra risa per donne e per Dio, se fosse lui il disperato o il disperato son io.
    Ma non ho ancora capito,con la mia cultura fasulla
    chi avesse capito la vita, chi non capisse ancor nulla!!!
     
    04 december

    il popolo del fuoco

    Un'oscura, antica leggenda che circola tra gli abitanti della Pennsylvania nella parte contro-meridionale dello stato parla del Popolo del Fuoco.
    Questi esseri magici cercano rifugio nei focolari, nelle fucine dei fabbri, nei tronchi riarsi ai margini dei giardini: in ogni luogo che ospiti tizzoni ardenti e fiamme vive.
    E' d'uso lasciare loro dei dono davanti al focolare: pezzi di carne arrostita, erbe magiche, oppure un foglio di pergamena bianca vergato da parole d'onore nel tentativo di placare i loro possenti spiriti.
     

     

     

     


    di lignaggio magico sia in grado di comandare gli esseri del fuoco, ma ancheOgni accenno di fiamma o di magia, ogni scintilla o incantesimo può generare il Popolo del Fuoco.
    Queste creature primordiali sono considerate imprevedibiili, proprio come gli esseri viventi, e più di un incantesimo magico è stato memorizzato e lanciato dai residenti del luogo nel tentativo di controllare il fantastico popolo delle scintille e del fuoco.
    Nei secoli, l'origine delle parole è andata perduta, anche se alcuni studiosi fanno risalire queste forme di sortilegio ai miti germanici e teutonici.
    Si ritiene che soltanto una persona  che questi poteri celino inevitabilmente la possibilità del sacrificio.
    Alquanto stranamente, molti residenti locali non ricordano la leggenda del Popolo del Fuoco, e continuano a fare uso di questi incantesimi senza alcuna cognizione delle possibili conseguenze
    .
    03 december

    tammurrita a mare nero.

    Il mare di stanotte ci mette mal di cuore.
    Il cielo di stanotte ti mette da tremare.
    Il mare di stanotte promette male.
    Il cielo di stanotte minaccia male.
     
    Maria dei Bezantini rinforza queste mani.
    Maria dei Saraceni benedici questi remi.
    Maria, Maria del cielo, rinforza queste vele.
    Maria, Maria dei santi, benedici i naviganti.
    Sola, sola, Annarò nu se consola,
    spusò nu militare, nun se sa si sta a turnare
    Sola, sola Margheri nun si cunsola,
    spusò nnu marenare, notte e ddi stà 'nnanze ò mare.
    Se venisse la tremmura, chille ò fridde e nno à paura.
    Se venisse ò male ao core, che sia à ffreve e nno à jettura.
    Ma ce vvenne o fridde assaje,cuss mare porta uaje.
    Ma ce venne a freve forte cuss mare porta à morte.
    Sola, sola Annarò nun se consola,
    spusò nnu marenare, motte e ddi sta 'nnanze ò mare.
    Se venisse a tremmura, chille ò fridd e nno a paura.
    Se venisse mal di cuore, che sia febbre e non malora.
    Tammurriata d'acqua e sale, allontana il fortunale.
    Tammurriata a mare nero, allontana il mal di cuore.
    Sola, sola... rit.
     
                                         Folkabestia.
    02 december

    il vecchio e il bambino

    Un vecchio e un bambino si presero per mano
    e andarono insieme incontro alla sera.
    La polvere rossa si alzava lontano
    e il sole brillava di luce non vera.
    L'immensa pianura sembrava arrivare
    fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
    e tutto d'intorno non c'era nessuno
    solo il tetro contorno di torri di fumo.
    i due camminavano, il giorno cadeva,
    il vecchio parlava e piano piangeva.
    Con l'anima assente, con gli occhi bagnati
    seguiva il ricordo di miti passati.
    I vecchi subiscono le ingiurie degli anni
    non sanno distinguere il vero dai sogni
    i vecchi non sanno , nel loro pensiero
    distinguer nei sogni il falso dal vero.
    E il vecchio diceva, guardando lontano:
    _Immagina questo coperto di grano,
    immagina i frutti, immagina i fiori
    e pensa alle voci e pensa ai colori.
    E questa pianura fin dove si perde
    crescevano gli alberi e tutto era verde
    cadeva la pioggia, segnavano i soli
    il ritmo dell'uomo e delle stagioni.
    Il bimbo ristette, lo sguardo era triste
    e gli occhi guardavano cose mai viste.
    E poi disse al vecchio con voce sognante
    _ Mi piaccion le fiabe, raccontane altre.
     
     
                                             F. Guccini.
    01 december

    l'antisociale

    Sono un tipo antisociale, non m'importa mai di niente
    non m'importa dei giudizzi della gente.
    Odio in modo naturale ogni ipocresia morale
    odio guerre ed armamenti in generale.
    Odio il gusto del retorico, il miracolo economico,
    il valore permanente e duraturo,
    giochi a premi, caroselli, tv,cine,radio, rallies,
    frigo ed auto, non c'è Ford nel mio futuro.
    E voi bimbe sogniatrici della vita degli attrici
    attenzione , da me state alla lontana,
    non mi piace essere per bene, far la faccia che conviene,
    poi alla fine sono sempre senza grana.
    Odio la vita moderna fatta a scandali e cambiali,
    i rumori e gli impegnati intellettuali.
    Odio i fusti corrazzati dalle spider incantati
    coi vestiti e le camice tutte uguali
    che non fanno che parlare di automobili e di moda,
    di avventure estive fatte ai monti e la mare,
    vuoti e pieni di sussiego se il vestito non fa un piego,
    mentre io mi metto quello che mi pare.
    Sono senza patrimonio sono contro il matrimonio
    no ho quello che si dice un posto al sole
    non mi piaccion le gran dame, preferisco le mondane
    perchè ad sincere son le sole.
    Non mi piaccion l'avvocato, il borghese, l'arrivato
    odio il bravo e onesto padre di famiglia,
    quasi sempre preoccupato di vedermi sistemato
    se mi metto a far l'amore con sua figlia.
    Sono un tipo antisociale, non ho voglia di far niente,
    sulle scatole mi sta tutta la gente.
    In un isola deserta voglio andare ad abitare
    e nessuno mi potrà più disturbare.
     
     
                                                     F. Guccini.
    26 november

    le arpie

     

     

    Le Arpie La parola arpia deriva dal greco arpazo, ovvero "rapisco". Figlie di Echidna e Tifeo, erano tre sorelle: Aello ("tempesta"), Ocipete ("colei che vola rapida") e Celeno ("oscura", con riferimento alle nubi tempestose) (quest'ultima, secondo Omero si sarebbe chiamata Podarge "piè veloce"). Si credeva fossero le portatrici della vendetta divina e che volassero con la rapidità delle tempeste. Erano le "furie" del mare, rapivano i naufraghi, sucessivamente vennero dipinte come divinità infernali che rapivano le anime dei morenti. Rappresentate fino al petto come donne bellissime poi hanno il corpo di uccello, in altre legende sono vecchie con i seni cadenti.
    Sono presenti in numerosi classici della letteratura.

    Odissea:
    "ecco che le fanciulle le Arpie rapirono in aria,
    e in balia delle Erinni odiose le diedero."


    Eneide:
    "Strofadi grecamente nominate
    Son certe isole in mezzo al grande Jonio,
    Da la fera Celeno e da quell'altre
    Rapaci e lorde sue compagne arpie
    Fin d'allora abitate..."


    sempre Eneide:
    "Altro di queste
    Più sozzo mostro, altra più dira peste
    Da le tartaree grotte unqua non venne.
    Sembran vergini a' volti, uccegli e cagne
    A l'altre membra; hanno di ventre un fedo
    Profluvio, ond'è la piuma intrisa ed irta,
    Le man d'artigli armate, il collo smunto,
    La faccia per la fame e per la rabbia
    Pallida sempre, e raggrinzita e magra..."


    Orlando Furioso:
    "Erano sette in una schera, e tutte
    Volto di donne avean pallide e smorte,
    Per lunga fame attenuate e asciutte
    Orribili a veder più che la morte:
    L'alaccie grandi avean deformi e brutte,
    le man rapaci, e l'ugne incurve e torte;
    Grande e fetido il ventre, e lunga coda
    Come di serpe che s'aggira e snoda..."


    Divina Commedia (inferno):
    "Ali hanno late, e colli e visi umani,
    piè con artigli, e pennuto l'gran ventre;
    fanno lamenti in su li alberi strani..."


    Regina delle fate:
    "le infernali Arpie, profetesse di un triste destino"

    Paradiso riconquistato:
    "con suono d'ali di Arpia e strepito di artigli"
    (scomparve il banchetto di Satana)

    23 november

    democrazia???

    La parola democrazia viene usata da quasi tutti sempre in maniera positiva ma il suo vero significato (o significati) non viene mai esaminato in maniera chiara e precisa. A questo proposito, Gorge Orwell affermò che "non solo non vi è un accordo sulla definizione della parola democrazia ma che il tentativo di definirla trova opposizioni da ogni parte. Tutti hanno la sensazione che qualificare un paese come democratico equivale a tesserne le lodi: di conseguenza i difensori di qualsiasi tipo di regime affermano che esso è democratico, e hanno paura di essere costretti a smettere di usare quel termine se si arrivasse a definirne il significato in maniera precisa."

    In mancanza di un accordo generale sul significato della parola, basiamoci sull’etimologia e sulla pratica corrente.

    L’etimologia ci dice che democrazia vuol dire potere (kratos) del popolo (dhmos).
    La pratica corrente ci porta identificare nella maggioranza del popolo (a seguito di meccanismi di consultazione) il legittimo depositario del potere attraverso i suoi rappresentanti.

    L’etimologia ci indica un potere esercitato direttamente dal popolo (democrazia diretta).
    La pratica ci delinea un potere esercitato dal popolo attraverso rappresentanti eletti (democrazia rappresentativa).

    Arrivati a questo punto, se siamo d’accordo con quanto precedentemente detto, è possibile mostrare attraverso una rapida analisi storica quali sono stati i veri campioni della democrazia (diretta e rappresentativa), coloro che, attraverso le loro decisioni o attraverso il suffragio ricevuto, hanno rappresentato e incarnato al massimo il concetto e la pratica della democrazia?

    Ma non c’è alcun dubbio, alcuna esitazione.
    Essi sono Ponzio Pilato per la democrazia diretta e Adolf Hitler per la democrazia rappresentativa.

    Esaminiamo molto brevemente i due casi.

    Un giudeo di nome Gesù viene consegnato al governatore romano Ponzio Pilato dai massimi sacerdoti perché lo punisca in quanto bestemmiatore. Incapace di prendere una decisione riguardo alla colpevolezza del prigioniero, Ponzio Pilato opera la scelta più saggia che un dirigente politico possa mai effettuare: fa ricorso alla volontà del popolo, lascia che il popolo decida direttamente. Questa è un esempio magistrale e da manuale di democrazia diretta.
    Non avviene forse anche nella pratica giuridica giuridico moderna che si faccia ricorso alle giurie popolari? E, in tal caso, quale migliore giuria popolare che non l’intero popolo di Gerusalemme.
    Perfetta democrazia!

    Per questa scelta mirabile nessuno può togliere a Ponzio Pilato il fatto di essere il massimo esponente della democrazia diretta.

    6 Novembre 1932. Elezioni in Germania.

    I tedeschi sono ancora sotto lo choc di una disfatta militare che è anche disfatta morale. Le riparazioni di guerra sono state imposte in maniera pesantissima dalle potenze vittoriose; l’economia è stata caratterizzata prima da una inflazione galoppante e poi da una disoccupazione devastante. A quel punto si presenta un uomo comune, un esponente del popolo per infondere coraggio e speranza al popolo tedesco. E il popolo tedesco crede in lui e gli si affida con la mente e con il corpo, perché in lui vede il riaffermarsi dell’identità tedesca, del concetto di patria, il recupero del senso dello stato, l’ordine a cui anelava. A lui e al suo partito il popolo tedesco assegna il 33% dei consensi, più che a qualsiasi altra formazione politica. Se si uniscono a questi i consensi che vanno al partito nazionalista (quasi il 9%), si va abbastanza vicini alla maggioranza assoluta dei voti. Un dato strepitoso tenuto conto del numero dei partiti in lizza (8) e del sistema proporzionale in vigore. E i consensi cresceranno nel corso del tempo fino a coinvolgere davvero la stragrande maggioranza dei tedeschi.

    Per questo motivo Adolf Hitler può a ben diritto essere considerato il campione della democrazia rappresentativa.

    Ponzio Pilato. Adolf Hitler.
    Ecco gli esempi più chiari e luminosi del concetto e della pratica della democrazia
    21 november

    Trasparenze

    A che serve
    tutta questa mia vita
    che percorro, passo dopo passo?
    La guardo,
    la osservo,
    la scruto anche attraverso il passato,
    centellinando, fatti e avvenimenti,
    gustandovi nuovamente
    gioie,
    ... e delusioni.
    Stringo gli occhi
    sino a rendere la vista più acuta
    ... poi,
    li riapro su questa realtà,
    su questa mia domanda
    che nessuno ascolta
    che nessuno... percepisce,
    ma che traspare dallo sguardo
    come il colore dell'acqua.
    17 november

    la legge delle streghe

    Vi presento questo testo le Leggi fondamentali delle streghe. Ovviamente non si tratta del testo integrale della Wicca moderna, quella Gardneriana per intenderci, ma quelle che seguono sono le leggi sempre valide nel tempo.

     

     



    La Legge del Tre
    *Non dimenticare mai questa legge, ne va della tua salute.*
    Essa enuncia che: "Tutto il male o tutto il bene che viene fatto agli altri usando l'Arte, ritorna indietro alla Strega tre volte tanto rispetto alla sua originaria potenza". La strega deve assumersi tutte le sue responsabilità ed essere consapevole che pagherà ogni errore, anche minimo, sulla sua pelle. Occorre meditare benebene prima di intraprendere una qualsiasi operazione magica diretta ad influenzare un'altra persona in quanto la strega potrebbe lesionarsi a livello psico-fisico in maniera anche irreparabile. In ogni caso è anche vero che tutto ciò si può evitare con opportuni accorgimenti e talune precauzioni. Ma qui non riportiamo altro poichè certe cose sono segrete e solo gli iniziati possono conoscerle.

    La Legge del Rede
    Eccola nella sua versione integrale: Ascolta adesso la parola delle streghe, il segreto che abbiamo nascosto nella notte. Quando il buio fu reso il nostro destino, che adesso noi portiamo verso la luce Acqua e Fuoco misteriosi, la Terra e la sconfinata Aria, per mezzo della loro nascosta essenza le abbiamo conosciute, e le conserveremo in silenzio e coraggio. La nascita e la rinascita di tutta la Natura, il passare di Inverni e Primavere noi condividiamo con il tutto, e gioiamo nell'Anello magico. Quattro volte nell'anno il Grande Sabbah ritorna, e le streghe vengono viste danzare il giorno di Lammas, Candlemass, Beltaine e Shamain. Quando il giorno e la notte sono uguali, quando il sole e' piu' grande e meno grande, i quattro Sabbah minori vengono celebrati, perche' le streghe non dimentichino le feste. Tredici lune d'argento in un anno sono, di tredici e' la congrega tredici volte in Esbat siamo felici, per ogni anno dorato e un giorno. Il potere e' passato attraverso le ere, ogni volta attraverso donna e uomo, ogni secolo sopra l'altro, sono arrivati i tempi e le ere. Quando tracciamo il cerchio magico, con la spada o l'athame del potere, il suo compasso attraverso i due mondi giace, nella terra delle ombre di quell'ora. Il nostro mondo non ha diritto di conoscerlo, e il mondo attorno a noi non ci dirà nulla. La piu' vecchia delle Dee e' invocata qui, la grande impresa della magia e' scritta. Due sono i pilastri mistici, che stanno ai cancelli del santuario. Due sono i poteri della Natura, le forme e le forze divine. Fai cio' che vuoi e' la sfida, cosi ama cio' che non offende nessuno, poiche' questo e' il solo comandamento, per la magia degli antichi ci e' stato dato.

    Il Segreto
    La terza legge, il Segreto, non è discutibile e nella vita di gruppo deve essere rigidamente osservata per la sopravvivenza e l’incolumità stessa di quanti fanno parte della congrega. Nei secoli del terrore era in vigore la pena capitale per la strega che tradiva la congrega. Oggi la pena capitale per i traditori è stata abolita, poicheè le streghe non vengono più uccise. Oggi la persecuzione ha un volto diverso, quello dell'emarginazione, dell'isolamento, della ghettizzazione. Se sei una strega solitaria, non rivelare mai la tua identità ad esterni, neanche alle persone più intime. Se invece fai parte di un cerchio, sappi che sei liberissima di andartene quando vuoi, ma non tradire mai, mai, mai il Segreto. La maledizione degli Dei ricadrà implacabile su quanti tradiranno il Segreto.
    15 november

    l'olandese volante

    Tra tutte le leggende marinare nessuna è più inquietante ed allo stesso tempo affascinante di quella dell'Olandese Volante.
    La leggenda si basa su una nave realmente esistita, capitanata da un vero lupo di mare, Hendrik Vanderdecker che nell'anno del Signore 1680 fece vela da Amsterdam diretto a Batavia, nelle Indie Olandesi.
    Per contratto, avrebbe dovuto riportare in patria un carico di merci per conto della compagnia che possedeva la nave, ma Vanderdecker, non senza malizia, aveva stimato di poter acquistare anche altre mercanzie per suo conto, in modo da rivenderle ed arricchirsi senza dover nulla dividere con la compagnia che gli dava lavoro.

     


    La nave, secondo la leggenda, fu investita durante la traversata da un formidabile uragano tropicale, ed il capitano tentò ogni possibile manovra per farla procedere.
    Contro ogni precauzione, il capitano affrontò la tempesta come se si trattasse di una sua sfida personale, anzi, davanti ai suoi ufficiali, giurò che avrebbe sfidato la sorte e doppiato il Capo di Buona Speranza.
    Ciò provocò il terrore tra i marinai, che ammonirono Vanderdecker per un comportamento che andava contro ogni regola, e che metteva in pericolo la vita di tutti e lo supplicarono, nel nome di Dio, di abbandonare i suoi folli propositi ed attendere il placarsi della tempesta.
    Nulla, però, poté fermarlo, e la nave, in preda alla furia del mare, fu presto sopraffatta, si spezzò in due tronconi e tutti i suoi occupanti perirono tra i marosi.
    Per punizione, Vanderdecker fu condannato ad espiare la grave responsabilità della morte di tutto il suo equipaggio governando la sua nave fino al giorno del Giudizio.
    La leggenda, come si vede, è suggestiva e romantica, ma molti testimoni la prendono davvero sul serio, e giurano che non si tratta, tutto sommato, di una pura e semplice storia da focolare.
    Nell'anno 1835 il comandante e l'equipaggio di una nave inglese avvistarono, durante un fortunale, un vascello che "…si avvicinava attraverso l'infuriare della tempesta, con tutte le vele spiegate". Il comandante ordinò immediatamente di segnalare la loro presenza, poiché il veliero, a velocità incredibile, si avvicinava alla fiancata, rischiando un rovinoso quanto mortale impatto. Poi, improvvisamente, quando ormai era giunto ad una distanza pericolosamente breve, scomparve nel nulla, lasciando sbigottiti tutti i presenti.
    Nel 1881, la nave inglese Baccante, un legno di classe mercantile, perse un uomo in mare. Il rapporto ufficiale che fu stilato in merito all'episodio ha dello sconcertante:
    "Meyers, marinaio, affogato tra i flutti nonostante fosse stato fatto ogni sforzo per porlo in salvo. Caduto in mare dopo aver avvistato un singolare vascello che, sebbene avesse le vele ridotte a brandelli, seguiva la nostra identica rotta fino a portarsi pericolosamente in poppavia."
    Un altro più "recente" avvistamento dell'Olandese Volante avvenne, a quanto si dice, nel marzo del 1939 sulla spiaggia di Glencairn, in Sudafrica. Il giorno dopo, un giornale locale, riportò la notizia che dozzine di bagnanti avevano osservato la nave e si soffermò sui particolari della visione facendo notare come il vascello avvistato aveva tutte le vele a brandelli e procedeva rapidamente nonostante la completa assenza di venti.
    Alcuni studiosi, hanno spiegato l'avvistamento collettivo di Glencairn come un miraggio. Ma tuttavia, questa spiegazione non ha suscitato molta convinzione, anche se rientra nel novero delle probabilità, perché sarebbe stato difficile per i bagnanti di Glencairn immaginarsi un veliero del diciassettesimo secolo in maniera così particolareggiata, dal momento che la maggior parte di loro non ne aveva mai visto uno!

     

    promemoria

    Viva coloro che hanno occhi e naso, bocca e orecchie, e li usano sempre per spogliare la forma!

     

    Viva coloro che non dicono frasi come “nell’era della comunicazione non si comunica più” e ci mettono una pietra sopra!

     

    Viva coloro che scavano sotto le pietre in cerca di formiche!

    Viva coloro che hanno imparato dalle formiche a non avere paura dell’enorme fatica!

     

    Viva coloro che si preoccupano di amare prima che di comunicare, di sognare prima che di ragionare!

     

    Viva coloro che non restano intrappolati nel piccolo delle grandi cose ma cercano il Grande nelle piccole cose!

     

    Viva coloro che hanno il coraggio di dire No!

     

    Hurrà per gli eretici perché saranno i santi!

     

    Viva coloro che vivono “nel frattempo” e fanno saltare i quadranti a tutti gli orologi!

     

    Viva coloro che non condannano gli altri!

     

    Viva coloro che se ne fregano del teatro come definizione!

    Viva coloro che se ne fregano di definire!

     

    Viva coloro che vivono il teatro come si vive una giornata di sole!

    Viva coloro che vivono ogni giornata come se fosse l’ultima, ogni attimo di teatro come se fosse l’ultimo, ogni raggio di sole come se fosse l’ultimo!

     

    Viva coloro che non eseguono gli ordini ma hanno l’umiltà di ascoltare i consigli!

     

    Urrà per coloro che non sono mai stati i primi della classe!

    Viva coloro che non hanno mai saputo stare in classe!

     

    Viva coloro che non classificano!

    Viva coloro per i quali il teatro non ha classi a cui rivolgersi ma solo volti umani da illuminare!

     

    Viva coloro che non si arrendono davanti all’impossibile!

    Viva coloro per cui impossibile è soltanto l’idea, anche vaga, di arrendersi!!!

    13 november

    Stefano Assilli

    Stefano Assilli è una perenne ricerca di una strada.
    Una vita da riorganizzare...
    una strada da cercare...
    vecchi appunti da buttare...
    le sue penne da finire...
    i colori da amare...
    i colori da odiare...
    una persona da non imitare...
    casetti pieni di fogli...
    un computer da bloccare...
    Stefano Assilli e i suoi giri con gli amici...
    un grande amore da cercare,
    un altro da dimenticare...
    qualche tela da imbrattare...
    la barba da fare...
    la gente da evitare...
    qualche bicchiere in più...
    una casa da riordinare...
    viaggi da voler fare...
    testa dura che non potrà mai cambiare...
    spara cazzate da ascoltare...
    sogni da sognare...
    un Stefano Assilli da realizzare.
    10 november

    valentina

    Ogni tanto
    e qualche volta spesso,
    mi sovviene
    la tua voce;
    mi sovvengono
    le tue parole
    e questi gesti pacati, brevi
    alla memoria incerta.
    E' desiderio
    riascoltare i tuoi rimproveri,
    i tuoi racconti vivaci
    ora burleschi,
    ora seri.
    Il ritornare al colore dei tuoi occhi,
    al biancore delle tue mani,
    al cristallino delle tue risate,
    al timore dell'incerto futuro,
    alla paura di noi
    che crescevamo troppo fragili.
    Tutto questo si chiama:
    ritorno al dolore.
    E come chiamare altrimenti
    questa amarezza
    che salendo dal cuore
    mi invade la mente.
    E come definire
    tutte le immagini
    che scorrono liquide
    fra la mie ciglia;
    immagini di antiche azioni
    di sorrisi e di rimproveri,
    se non rimpianto della tua vita mortale?
    Rimpianto?
    Gia!
    Lentamente tutti questi ricordi
    nascono dalla nostalgia
    che l'eternità
    ha posto fra di noi.
    E scuotendo la testa
    mi fermo guardando oltre,
    sempre più lontano
    cercando di raggiungere
    tutti i miei ricordi incompleti,
    senza parlare
    socchiudendo gli occhi,
    ascoltando
    quello che hai lasciato
    di te,
    qui,
    fra noi.

    analisi veterinaia di un vampiro

    I vampiri negli scorsi periodi sono stati dimenticati. La scienza pare aver dato tutte le risposte, e a quelle che non può dare, risponde che non esiste una sola domanda sull'argomento.

    I vampiri esistono. Mi vengono in menti innumerevoli casi soprattutto in sud-america, italia, stati uniti, russia e molti altri paesi. i vampiri esistono ma hanno delle differenze.
    Premetto che se esistesse il vampiro romantico come il Conte Vlad, Lestat, e tanti altri sarei il primo a volerlo diventare. Il vampiro vero è un animale, il più feroce e terribile degli animali, che prende i difetti morali degli animali e li affianca ai difetti morali umani, creando un essere che nemmeno sa di vivere. Sì, il vampiro non riflette e non rifletterà mai. Il corpo che sfrutta è morto, l'anima dell'uomo vivo è andata dove nessuno può spiegare e al suo posto è entrato un animo. State attenti, un animo! Non un'anima.
    Il vampiro, quello vero in Italia lo abbiamo localizzato nella zona del Piemonte-Lombardia. A nostro parere ciò indica la generazione di vampiri tramite riti satanici, frequenti in quelle zone. Ma non pensiate che sia una creatura devota al padrone! Una volta costruita, la creatura è EGOISTA è ANIMALESCA e non riesce, perchè non può a provare UNO dei sentimenti e dei pensieri umani.
    Secondo alcune tesi, il Golem di Praga era un vampiro. Un vampiro che si pretendeva di poter tenere al guinzaglio. si dice che il rabbino che lo costruì prese il corpo di un bambino morto assassinato nel ghetto da briganti, vi fece un rito ebraico di cui ho proprio ora, sotto il mio gomito, la spiegazione, e lo fece resuscitare in un corpo di terra. Quando noi pensiamo terra, l'immaginario comune pensa all'argilla. Per gli ebrei del medioevo e per gli alchemisti, la terra simboleggiava ciò da cui Dio prese i materiali per costruire la pelle umana.
    Questo Golem-Vampiro sarebbe stato messo in vita tramite una pergamena ficcatagli a livello del collo che, tenuta più di 6 giorni filati, avrebbe causato l'ira del Creatore e quindi del Golem.

     

     



    La pergamena all'interno del collo potrebbe spiegare il perchè alcuni sostengono si debba amputare la testa del vampiro. In questo caso il vampiro era un cane da compagnia nient'altro. Il vampiro vero non può essere nulla di più, completamente diverso dal vampiro gotico, romantico che usa la sua forza i suoi poteri telepatici in modo ammagliante.
    Magari potessimo tutti essere così!

    In america, in italia e europa, i vampiri non solo succhiano il sangue, ma lo possono fare con il semplice contatto visivo, e questo sangue non serve per la loro sussistenza, che sarebbe comunque eterna.

    Mi sovviene il caso Highgate, in cui il reverendo Sean Manchester, afferma, nel suo esorcismo a un vampiro, che egli non è fotografabile se non si brucia e si esorcizza il copro prima.

    Vi ho detto che sono animali, vi ho detto che non vogliono il bene di nessuno, nemmeno il loro, che vivono in etenro per far soffrire, senza probabilmente provare nè piacere nè dispiacere eppur facendo soffrire, senza rimorsi nè sentimenti. Eppure, signori, questi esseri possono parlare e socializzare.


    Non sono dark, non vestono nero, vestono gli abiti della loro morte o quelli delle loro prede, perchè non sono vittime bensì prede di animali comuni ma terribili.
    Non agiscono spesso sugli uomini, e si fanno vedere molto molto occasionalmente.
    Mangiano galline, aspettando che i contadini diano la colpa alle volpi.
    Mangiano pecore, aspettando che i contadini diano la colpa ai lupi. Mangiano cavalli e altri animali. Eppure non mangiano nè divorano MAI animali predatori.


    Nel medioevo vi era la credenzai posseduti fossero persone con gravi problemi depressivi e fosse per quello che il demonio le possedesse.
    Un fondo di verità c'è, in quanto i vampiri, non mangiando animali predatori, sono stati attirati dalle vittime umane per la loro indole depressiva. Io di vittime ricordo:
    una ragazzina di un collegio religioso femminile di Londra.
    un povero contadino brasiliano.
    un povero abitatore delle favelas.

    Persone passive, che a differenza di noi tutti non sono predatori bensì prede.
    Dovremmo riflettere su questo aspetto.
    Andare in contro alla morte certa deprimendoci o combattere questi esseri con la forza dell'animo?
    09 november

    un paese lontano nella memoria

    Io, che per breve tempo
    mi sono fermato
    qui,
    in questo piccolo
    e antico paese
    fatto di pietre e calce viva,
    dove c'è silenzio
    e caldo,
    un caldo secco e rovente,
    dove il verde delle foglie
    non conosce tenerezza
    delle gemme,
    dove Caino,
    seguendo l'antico filo
    della gelosia
    uccise Abele.
    Oggi, che da lontano
    ripenso a quella primavera,
    di tanti anni fa,
    fremente di giaggioli,
    di mandorli in fiore
    e calici gialli di non so quale fiore,
    penso alla chiesa bianca,
    al silenzio degli uomini,
    al belare vibrato di una capra.
    E mi sovviene persistente
    alla memoria,
    quel sottile filo di sangue
    scorrere in silenzio,
    di tutti
    e che sentivo camminare
    di notte,
    sulla mia testa,
    per poi svanire all'alba
    ...incontaminato.
    Oggi penso
    e poi, ripenso inutilmente
    a tutto questo,
    ma ricordo
    le pietre le foglie
    e quel filo di sangue,
    ormai rappreso
    che scorre scolorito e putrido
    lungo il muro
    privo di rugiada.
    Quanti anni?
    Troppi per ricordare
    che ogni dramma è morte
    fra quelle pietre
    e quelle foglie,
    da sempre
    senza infanzia.
     
    08 november

    ritratto

    Sto parlando di te,
    di tutto quello che non mi hai dato,
    di tutto quello che mi avresti potuto dare
     e ti sei tenuta
    in una parte remota
    di te stessa.
    Sto perlando di te,
    mentre continui a domandarti
    di chi, io stia parlando
    e perchè tutte queste parole
    mi portino tristezza,
    perchè
    io continui a scuotere la testa.
    Sto parlando di te,
    mentre ti guardo,
    non visto,
    attraverso l'antico specchio delle parole,
    avulse e maculate da un tempo inclemente,
    tempo mortale,
    mentre guardo te che mi ascolti...
    Ho un dubbio,
    che tu sia la stessa persona
    di cui parlo.
    Che tu non sia mai stata vicino, a me.
    Che tu, non mi abbia dato nulla
    perchè di nulla era la tua consistenza.
    Che io abbia parlato solo a me stesso,
    amore mio?
     

    CHIROMANZIA

    Da sempre l'uomo ha tentato di proiettarsi al di là del presente per riuscire a pre-vedere gli avvenimenti che lo attendono nel futuro. La chiromanzia (da chéiro = mano e manteìa = predizione) tenta di predire il futuro attraverso la capacità di "leggere" le linee della mano.

    Per le sue duttili doti, la mano è stata sempre uno dei punti del corpo umano dotato di maggiore rilevanza simbolica: per la sua gestualità durante i riti magici, per la sua imposizione nella cura pranoterapica delle malattie, perché necessaria per comunicare e per esprimere sentimenti.
    Nessun palmo della mano è simile ad un altro, così come le impronte digitali. Per tale motivo l'unicità della conformazione di ogni palma è sempre stata considerata come rappresentazione dell'irripetibilità del percorso dell'esistenza di ogni singola persona, ossia un dato caratteristico in grado di contraddistinguere il singolo individuo.

     

     


    Segni e linee della mano hanno da sempre affascinato gli uomini ed essi hanno elaborato un sistema interpretativo per disporre delle chiavi di lettura in grado di svelare il mistero rappresentato dai disegni cui danno vita le linee della mano.
    Una linea continua, ad esempio, è interpretata come segno positivo mentre se, invece, essa si interrompe o si dirama in diverse linee minori, se ne possono trarre auspici negativi.
    Nella mano, inoltre, vi sono fasce collegate ai quattro elementi base: terra, fuoco, acqua, aria. Gli elementi, come in astrologia, hanno caratteristiche ben definite che corrispondono a precise tipologie.

    In un tempio dedicato a Brahama nell'alto Gange è custodito quello che pare essere il testo più antico circa quest'arte divinatoria, che parrebbe quindi aver avuto la sua nascita proprio in oriente.
    Anche alcuni brani della Bibbia sembrano testimoniare che la chiromanzia fosse già conosciuta ai tempi dell'Antico Testamento.
    Il popolo che maggiormente è associato a questo tipo di mantica è il popolo zingaro. Da sempre l'immaginario collettivo individua nella zingara, con i suoi abiti vivaci e gli occhi splendenti, la figura tipica di colei che è in grado di "leggere la mano".

    "L’indovina, giovane o vecchia, sola o assistita da una compagna, si rivolge a gente di tutte le età e di tutte le condizioni, cavalieri di bella presenza, soldati e generali, grandi dame e contadine; prende in una delle sue, la mano del suo cliente, punta il dito verso la palma aperta e non guarda le linee ma fissa gli occhi sulla persona che consulta, beninteso bisogna pagare prima e deporre sulla mano della zingara una moneta con la quale lei, traccia una croce nel palmo della mano del cliente iniziando il suo rito..." (da Mille anni di storia degli zingari di François de Vaux Defoletier)

    La mantica della lettura della mano è complessa. L'animo umano è particolarmente contraddittorio a livello di istinti e di effettivo modo di essere: per tale motivo è necessaria grande capacità di osservazione e di interpretazione dei segni per cogliere il significato d'insieme.
    Inoltre le mani ed i loro segni cambiano: "Scoprii che come in psicologia l'osservazione di determinate costituzioni fisiche ha indotto classificazioni tipologiche, abbinando le caratteristiche somatiche a quelle psichiche, così dall'osservazione delle mani è possibile stabilire la personalità dell'individuo e prevederne le linee di probabilità verso cui si dirige: le mani attestano infatti ogni cambiamento, variando fisicamente in piccoli o grandi segni." (Ghepardo Alchemilla)

    "Le linee cambiano, proprio perché sono influenzate dal nostro pensiero, dallo stato di coscienza, dagli schemi mentali di ogni giorno. Ho visto linee cambiare direzione nell'arco di pochi mesi, così come ne ho viste altre non cambiare per nulla nell'arco di molti anni. Ci sono persone che cambiano continuamente direzione perché non trovano la propria direzione definita, altri cambiano direzione perché hanno finalmente definito dove vogliono andare. Ma vi sono anche persone così sicure di sé da non sentire l'esigenza di cambiare, altre che restano ferme pur di non dover cambiare qualcosa di sé. Non vi sono parametri fissi di ciò che è positivo o negativo, ma diversità che possono essere osservate da vari punti di vista, a seconda di cosa serve in quel contesto."
    (Murena Ciclamino).
    Per avere una visione il più precisa possibile, è necessaria una enorme sensibilità e soprattutto senso di osservazione.
    Molto più spesso, più che il reale futuro, è possibile indicare la linea corretta di azione nei confronti di un fatto che sta per accadere.
    Sempre attraverso l'osservazione, si possono individuare i talenti personali magari latenti, identificare la tipologia di lavoro più adatta, gli interessi, le caratteristiche, la capacità di scegliere e portare avanti situazioni compatibili con le proprie effettive aspirazioni.
    In definitiva, la Chiromanzia è l'arte di leggere la mano per offrire una visione d'insieme della direzione verso cui tende la persona in quel momento e dello stato in cui si trova in rapporto alle necessità che gli si prospettano per affrontare il futuro nel migliore dei modi.

    06 november

    chi sono le streghe?

    Il termine stregoneria si riferisce all'utilizzo di forze soprannaturali al fine di piegare gli eventi e la "mondanità" al proprio volere. Nella nostra cultura e nell'immaginario collettivo, la parola stregoneria viene di solito usata con differenti significati: come sinonimo di fattura, di incantesimo o addirittura come metafora per indicare il potere emotivo di una persona su un'altra.
    Nella lingua inglese il termine witchcraft (stregoneria) deriva da wiccecraeft ( o wiccecraefte, wicchecraefte, wichecraft o anche wesch-craft e wicche craft), che letteralmente significa arte (capacità, abilità) della "strega" (che in inglese antico è wicca, wicce o wiccian). Chi è la strega con la sua misteriosa ed antica arte?
    Il sostantivo witch (strega) potrebbe derivare dall'antico verbo teutonico wik, che significa piegare, oppure dalla radice indoeuropea weik, con accezione magico-religiosa.

     

     


    In ogni caso pare opportuno definire strega chiunque faccia uso di arti magiche per piegare la realtà ai propri desideri.
    Una domanda sorge spontanea: com'è stato possible che questo concetto così semplice si sia incrostato di tante connotazioni emotive? Possiamo dire, in un certo senso, che la nostra cultura e la nostra storia con tutte le sue esperienze religiose è stata caratterizzata dal suo rapporto con la stregoneria e con le streghe.
    Comprendere il termine "strega" significa comprendere l'antropologia, la storia, la storia delle religioni, la storia dei rapporti tra i sessi e soprattutto l'inconscio dell'essere umano.
    Se è vero che esuste una sconfinata letteratura sull'argomento, è altrettanto vero che alla base di ogni teoria sta la comprensione delle facoltà del cervello umano di costruire immagini, del suo bisogno di miti e magie, del suo bisogno di denunciare tutto ciò che non comprende, della sua capacità di trasformare comuni desideri in immagini e archetipi, e di tramutare detti desideri in demoni e streghe.
    Quel che però bisognerebbe sempre tener presente, quando si parla o si pensa alle streghe è che esse sono innanzitutto delle donne. Dimenticarsi di ciò significa certamente non comprenderne neppure lontanamente la natura. "Strega" è più probabilmente che qualsiasi altra cosa, un termine che designa il mistero dell'essere femminile e che ne contraddistingue quelle connotazioni che rendono al tempo stesso la donna delicata e letale, affascinante e terribile.
    La storia ha temuto la donna poichè è sempre stata concepita come storia dell'uomo.
    La storia ha temuto le streghe perchè esse erano donne.

    05 november

    rosa tea.

    Uno
    due
    e un suono ingigantito dal silenzio,
    un pò ottuso soffocato
    poi, un altro,
    il terzo petalo
    che si adagia su gli altri due
    dopo un breve volo
    una lieve caduta
    e poi, sul cristallo ce n'è un altro,
    un altro petalo giallo rosato
    sfumato di antichi colori,
    colori di un sole nordico
    filtrato da veli di nubi.
    Il quinto petalo è più intenso,
    le sue vene sembrano contenere
    un residuo di linfa,
    i sospiri di una breve vita.
    Nell'aria rabbrividita c'è ancora,
    fresco e regale,
    il suo aspetto di sovrana.
    Così, come ti vidi,
    in cima ad un rosaio,
    forte e superba
    gareggiare nel sole.
    Dove ti colsi per ammirarti geloso.
    Poi socchiudesti i petali con meraviglia
    restando sopesa
    fra la vita e la morte
    in un aspetto di seta antica,
    polverosa.
    Io, ti ammiro
    così simile ad una vita
    che lentamente faccio appassire
    sul quaderno dei mie desideri,
    di un'immagine che muore,
    frase dopo frase,
    mentre tu
    petalo dopo petalo,
    mi abbandoni.
    Oh bella rosa Tea
    di nome antico,
    di così fragile esistenza
    di così intenso,
    sottile profumo,
    rimarrai nella mia memoria
    come questo petalo che serro
    nelle pagine della mia vita.